Il vino novello 2011 di Canneto Pavese
Il 27 novembre, domenica mattina, sono stato a Canneto per la presentazione del Novello 2011 della Cantina di Canneto Pavese.
Mi ha invitato l’amico Andrea “Master” Manstretta, già compagno di suonate (lui alla batteria, io al basso), ma soprattutto socio conferitore da tre generazioni: suo nonno (“fra i primi che hanno dato vita alla Cantina”), poi sua madre, e oggi lui. Pensandoci, non si può dire che qui in Oltrepò Pavese la viticoltura sia una professione morta.
Entro nel piazzale della Cantina e assisto subito ad un bello spettacolo: l’intrattenimento equestre. Elena Massoni, istruttrice presso l’Agriturimo La Pavesa, mi presenta i due cavalli River e Wimpy. I presenti, poi, indossano tutti un mantello: è quello dell’Ordine di Malta OSJ, ospite della manifestazione.
Appena varcata la porta d’ingresso, fra le bottiglie in esposizione e i cartoni del vino in vendita, Master mi presenta Sergio Rossi, presidente della Cantina, il quale dà il via alle degustazioni. E così, fra bianchi e rossi, grissini e scaglie di grana, è bello scambiare due parole sulla produzione, su come valorizzare il vino e sul marketing, in una parola: la nostra terra, tenere vive le colline attraversate dai filari.
Il tempo è poco, c’è da finire di preparare i tavoli per il pranzo, e io devo tornare a casa. Salendo in macchina, mi concentro per un attimo ancora sui gusti che ancora sento tra la lingua e il palato.




Ricordo, molti anni fa, quando andai con mio papà a Vinchio (provincia di Asti) per comprare il vino direttamente dai produttori: anche lì assaggi, grana e salame ad accompagnare i sorsi. Sì, il vino è un prodotto importante delle nostre terre (anche se, da Piemontese di confine, uso “noi” in senso un po’ esteso), e ricordo le bellissime colline dell’Oltrepò e i loro filari. Grazie!
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